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Lettera aperta alle mie colleghe

In questi giorni di isolamento e blocco lavorativo, c’è sicuramente molto tempo per interrogarsi sul futuro e su quali scenari troveremo quando potremo riprendere il nostro lavoro.

Dal confronto quasi quotidiano con molte colleghe, emergono due sostanziali categorie e modi di fare: ci sono professioniste che non si sono mai fermate, proponendo consulenze online, formazione e contenuti di vario genere e quelle come me, che stanno cercando di capire come muoversi quando tutto questo avrà fine per ripartire alla grande.

Leggo molto, osservo, ascolto e mi guardo in giro e ahimè, incappo in definizioni della nostra professione che non sempre corrispondono alla realtà e risultano, per me, perfino mortificanti.

La cosa che mi dispiace e preoccupa non poco è che spesso, siano le home stager stesse a non aver capito di cosa esattamente si occupano.

La preparazione professionale di un immobile destinato alla vendita, meglio nota come home staging, viene proposta quasi sempre come strumento per accelerare i tempi di vendita. Motivo per cui, sembra ragionevole suggerire l’utilizzo di questo strumento di comunicazione a chi ha fretta di realizzare o a chi ha già perso molto tempo lasciando sul mercato un immobile che ha destato poco o nessun interesse.

Domenica, 08 Settembre 2019 08:48

LA CASA NEL GLICINE

In una piovosa mattina di marzo, mi avvio con la mia macchina verso l’Oltrepò pavese. La primavera sembra ancora molto lontana e attraversato il ponte sul fiume Pò una nebbiolina sottile mi abbraccia, mentre mi inerpico su per le colline, ricoperte di vigneti a perdita d’occhio. Proprio in cima alla salita, si trova il piccolo borgo di Golferenzo.

Un’autentica perla, conservata con cura dai suoi abitanti. Golferenzo ha una posizione davvero privilegiata, una finestra naturale che si affaccia su tutta la Valle della Versa. I viottoli sono lastricati di ciottoli, le case hanno balconcini carichi di piante e fiorellini e tutt’intorno non si percepisce alcun rumore, se non quello di qualche trattore lontano e qualche isolato cinguettio.

Una pioggia fine fine cade tutt’intorno e nel volgere il mio sguardo, mi trovo, quasi senza sapere come, davanti ad un grande cancello d’ingresso, protetto da un rigoglioso glicine, non ancora fiorito. Il cancello cigola mesto, mentre lo apro. Tutto è in silenzio, come in attesa.

Eccolo, uno dei momenti più delicati del nostro lavoro: Il sopralluogo.